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	<title>Consorzio Vini Piceni - Picenos &#187; Gusto</title>
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		<title>Menù di Natale ‘Piceno’</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 09:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Natale si avvicina ed è tempo di pensare al menù. Ecco qualche golosa idea dal territorio Piceno per proporre ai vostri familiari ed amici un menù delle feste diverso dal solito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Natale si avvicina ed è tempo di pensare al menù. Ecco qualche golosa idea dal territorio Piceno per proporre ai vostri familiari ed amici un menù delle feste diverso dal solito. E anche dei gustosi abbinamenti per gustare appieno il ‘Piceno delle feste’ (NB: Molte delle ricette citate sono già presenti nella sezione ‘ricette’ del nostro sito).</p>
<p><strong>Tagliere di salumi e formaggi semistagionati – </strong>da accompagnare con un<strong> Offida Rosso</strong>: piatto ideale come apertura di un menu importante o prima del dessert. Il piacevole equilibrio dell’Offida Rosso ben si abbina alla sapidità di salumi e formaggi e aiuta a pulire la bocca, preparando al piatto successivo.</p>
<p><strong>Maccheroncini di Campofilone – </strong>non è festa senza un piatto di Maccheroncini di Campofilone da accompagnare a un sugo rosso e leggermente piccante, in abbinamento a un <strong>Offida Passerina</strong>. Il binomio ideale: mette insieme un piatto ricco della tradizione a un bianco pulito ed elegante.</p>
<p><strong>Tortellini in brodo di cappone – </strong>piatto natalizio per eccellenza della tradizione italiana, si abbina al Rosso Piceno che esalta il ripieno rigorosamente di carne e crea un piacevole contrasto con il brodo.</p>
<p><strong>Tagliata di carne marchigiana – un </strong>secondo piatto di carne succulento e saporito non può fare a meno di un<strong> Rosso Piceno Superiore</strong>,  con tutti i suoi profumi.</p>
<p><strong>Fritto misto all’ascolana (agnello, olive e cremini) – </strong>anche questo piatto della tradizione ascolana della festa, si abbina molto bene alla freschezza del <strong>Falerio.</strong></p>
<p>Da povero che era, il<strong> Fristingo </strong>è diventato un dolce ricco di numerosi ingredienti, dove però la frutta secca è preponderante. Un tratto da esaltare rigorosamente con il <strong>Passerina Passito</strong>.<strong> </strong></p>
<p>Non può poi mancare il brindisi finale con un buon<strong> Passerina Spumante.</strong></p>
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		<title>I salumi da intenditore si sposano con i Vini Rossi del Piceno</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 08:00:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La tradizione dei salumi nell’area del Piceno è dovuta alla presenza nel passato della mezzadria. La famiglia che lavorava presso il mezzadro aveva la necessità di alimentarsi con la carne “a buon mercato” del maiale. Era indispensabile buttarne il meno possibile e questo fece nascere nuovi modi di conservazione della carne e delle parti meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tradizione dei salumi nell’area del Piceno è dovuta alla presenza nel passato della mezzadria.</p>
<p>La famiglia che lavorava presso il mezzadro aveva la necessità di alimentarsi con la carne “a buon mercato” del maiale.</p>
<p>Era indispensabile buttarne il meno possibile e questo fece nascere nuovi modi di conservazione della carne e delle parti meno nobili con gli insaccati e i salumi.</p>
<p>Ecco da dove traggono origine alcuni dei salumi più noti della zona, come la lonza, il lonzino o altri che vale la pena scoprire, come la coppa di testa preparata con un mix di testa del maiale, cotenna, orecchie e codino, che ha un sapore molto gustoso.</p>
<p>Oppure il mazzafegato, per tradizione, era l’ultimo insaccato a venir preparato e in esso si raccoglieva tutto quello che non entrava nelle lavorazioni precedenti, polmone, reni, nervetti, lingua e altre parti non nobili, condite con sale, pepe, aglio e aromatizzate in maniera differente da zona a zona.</p>
<p>Un assaggio è d’obbligo, meglio ancora se accompagnato, come sostanzioso spuntino o come invitante antipasto, da un calice di <strong>Rosso Piceno</strong> o <strong>Rosso Piceno Superiore</strong>, che con i suoi sentori fruttati e leggermente speziati sarà in grado di regalare un’esperienza sensoriale davvero appagante.</p>
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		<title>La Carne Marchigiana una passione nata dall’esperienza</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 08:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La razza bovina marchigiana è fra le migliori per genuinità e pregio ed è tutelata dal marchio IGP Vitellone bianco dell’Appennino centrale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La razza bovina marchigiana è fra le migliori per genuinità e pregio ed è tutelata dal marchio IGP Vitellone bianco dell’Appennino centrale.</p>
<p>La sua storia è abbastanza recente e fonda le radici intorno alla metà del XIX secolo.</p>
<p>Gli allevatori, per ottenere una razza più adatta al lavoro e alla produzione di carne, incrociarono da prima il bovino podico autoctono (derivato dal Bovino dalle grandi corna, giunto in Italia nel VI secolo d.C.)  con i tori chianini e successivamente con i bovini di razza romagnola. L’allevamento per la carne è oggi il motivo principale.</p>
<p>La carne marchigiana, succulenta e gustosa è ormai conosciuta e apprezzata anche fuori dai confini regionali e dà il meglio di sé nella semplicità della cottura alla brace.</p>
<p>Si sposa bene con rossi corposi, che sappiano creare un piacevole contrasto con sapore della carne, come il <strong>Rosso Piceno</strong> o l’<strong>Offida Rosso</strong>.</p>
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		<title>Ciauscolo: la tradizione del gusto incontra il Vino Pecorino</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 08:00:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Ciauscolo detto anche Ciausculo è un salume IGP spalmabile, tipico dei Monti Sibillini e dell’Alto Maceratese.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ciauscolo detto anche Ciausculo è un salume IGP spalmabile, tipico dei Monti Sibillini e dell’Alto Maceratese.</p>
<p>La sua storia si perde nelle tradizioni rurali del territorio Piceno ed è famoso proprio per la sua caratteristica spalmabilità.</p>
<p>Si ottiene da diversi tagli di suino tra cui spalla, pancetta e carni ricavate dalle coste a cui viene aggiunta una quantità di lardo che varia in base alla consistenza che si vuole conferire al salume.</p>
<p>Le carni vengono condite con sale, spezie, vino, aglio e semi di finocchio, quindi macinate tre volte e infine insaccate. Il Ciauscolo viene poi lasciato asciugare e leggermente affumicare. Dopo meno di un mese è già pronto per essere consumato, anche se generalmente la stagionatura si protrae per 2-3 mesi.</p>
<p>Al taglio il colore del Ciauscolo è rosso tendente al rosa; nel suo profumo, all’odore caratteristico del salame si aggiungono note affumicate; il sapore è dolce con sentori di finocchio.</p>
<p>Per queste sue caratteristiche si presta bene ad essere consumato come sostanzioso spuntino o come invitante aperitivo, accompagnato da un calice di Pecorino che è in grado di esaltarne il sapore e contrastarne piacevolmente la grassezza, lasciando  una buona sensazione di pulizia in bocca.</p>
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		<title>Dopo il vino, i distillati: Anisetta e Mistrà</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 08:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I liquori all’anice tipici del Piceno sono ormai noti e affermati su tutto il territorio nazionale e nascono dalla necessità di sfruttare l’alcool derivante dai residui dell’uva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I liquori all’anice tipici del Piceno sono ormai noti e affermati su tutto il territorio nazionale e nascono dalla necessità di sfruttare l’alcool derivante dai residui dell’uva già utilizzati per la produzione del vino, aromatizzandolo con questa pianta dalle molte virtù officinali.</p>
<p>Il Mistrà, dal gusto più secco e dall’alcolicità più marcata è preferito puro per gli aromi oppure come correzione al caffè.</p>
<p>L’Anisetta più dolce, è un’invenzione risalente alla fine dell’Ottocento ad opera di Silvio Meletti dell’omonimo caffè. Ottima nei dessert, allungata con acqua o seltz dà origine a una bevanda dissetante e che favorisce la digestione.</p>
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		<title>Autunno, tempo di castagne</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 08:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La castagna, regina d’autunno, trova nel Piceno una sua zona prediletta. Le castagne e i marroni dei Monti della Laga e dei Sibillini sono molto noti e fonte di ispirazione per cuochi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La castagna, regina d’autunno, trova nel Piceno una sua zona prediletta. Le castagne e i marroni dei Monti della Laga e dei Sibillini sono molto noti e fonte di ispirazione per cuochi e massaie nelle realizzazione di ricette semplici e popolari, come le gustosissime caldarroste, da accompagnare a un bel bicchiere di Rosso Piceno.</p>
<p>La castagna è un prodotto estremamente versatile e può essere impiegato dall’antipasto al dolce. Testimonianza di questo piccolo gioiello del gusto, ricco di preziose fibre e sali minerali, è il concorso enogastronomico “La castagna nel piatto” che vede sfidarsi giovani chef proponendo ricette a base di castagne in abbinamento a un vino del territorio. Ecco così che il Passerina spumante può trovare posto accanto a un antipasto sfizioso di trippa e castagne; il Pecorino può esaltare l’aroma di ravioli alle castagne profumati all’alloro; un Rosso Piceno può sostenere del tacchino ripieno con castagne e salsiccia e un Passerina passito prestarsi egregiamente per concludere con una mousse di castagne o un insolito tiramisù di marroni. Abbinamenti inconsueti che permettono di scoprire come i vini del Piceno possano rendere straordinari i piatti creati con i prodotti del territorio.</p>
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		<title>Il Chichì ripieno: una specilità tutta Offidana</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 00:30:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Offida non è solo vino ma anche una cittadina ricca di tradizioni, storia e di una gastronomia peculiare: ne è un esempio il chichì ripieno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Offida non è solo vino ma anche una cittadina ricca di tradizioni, storia e di una gastronomia peculiare: ne è un esempio il chichì ripieno. L’origine del nome è presumibilmente ottomana: si tratta di una sorta di pizza dalla crosta molto sottile di cui è stato trovato un corrispettivo armeno chiamato “lahmagiun”. Questa “pizza” viene poi farcita con tonno, alici, capperi, e peperoni tritati e cotta in forno caldo. Il suo successo ne ha decretato la diffusione in buona parte dei forni del territorio ma visto che a questa succulenta creazione tutta offidana è stata dedicata addirittura una sagra che si tiene fin dal 1968 in piazza del Popolo ad Offida ogni prima domenica di agosto vi consigliamo, se possibile, di degustare il chichì ripieno proprio in questa occasione. Accompagnandolo, perché no? con un buon bicchiere di vino Piceno.</p>
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		<title>Quando il formaggio chiama, il vino risponde</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 00:30:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[l formaggio è uno degli abbinamenti più saporiti e godibili da accostare a un calice di buon vino. Tanto meglio se quel formaggio e quel vino vengono dalla stessa terra, dalle colline del Piceno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il formaggio è uno degli abbinamenti più saporiti e godibili da accostare a un calice di buon vino. Tanto meglio se quel formaggio e quel vino vengono dalla stessa terra, dalle colline del Piceno.</p>
<p>La fresca Giuncata &#8211; con un gusto dolce, delicato e leggermente acidulo &#8211; si accompagna perfettamente con l’equilibrata acidità del Falerio. La ricotta di Amandola, di mucca o di pecora, celebre per la sua consistenza e il suo sapore, ben si abbina ad esaltare la freschezza del Passerina fermo, servito fresco.</p>
<p>Ma il principe dei formaggi del territorio Piceno è il Pecorino dei Sibillini, prodotto DOP che si richiama all’antica tradizione casearia legata alla pastorizia delle zone di collina e montagna: per la sua consistenza, il sapore e i profumi che regala è adatto ad essere degustato al tagliere, in abbinamento a rossi corposi come il Rosso Piceno Superiore.</p>
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		<title>L’inimitabile Oliva Tenera Ascolana</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 09:51:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Oliva Tenera Ascolana DOP (Olea Europea Sativa) è una delle tipicità gastronomiche della terra del Piceno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Oliva Tenera Ascolana DOP (Olea Europea Sativa) è una delle tipicità gastronomiche della terra del Piceno. La coltura è diffusa nelle province di Ascoli Piceno, di Fermo, arriva anche in quella di Teramo ed è presente in territori che vanno dalla pianura fino ai pendii delle colline, a non più di 500 metri di altitudine. La storia ci tramanda che questo tipo di oliva era conosciuto anche nell’Antica Roma, in particolare Plinio le considerava tra le migliori olive prodotte, proprio per la loro capacità di dare anche un olio dolce, giustamente fruttato e di un colore giallo vivace. Ma il meglio di sé lo dà proprio nella classica preparazione dell’oliva ascolana ripiena di carne, impanata e fritta: le sue caratteristiche tipiche, infatti, cioè la grandezza del frutto e la polpa particolarmente tenera e croccante, la rendono indicata per questa ricetta che permette di assaporare in un piacevole equilibrio tanto il sapore delle carni quanto la succulenza delle olive: se avete assaggiato quelle vere, magari preparate in casa o da esperte mani che seguono ancora la preparazione artigianale, passo dopo passo, sapete che le pallide imitazioni industriali che si trovano in giro per il mondo non hanno nulla a che vedere con questo celebre antipasto. Per questa sua fragranza, l’oliva ascolana ripiena è diventata uno degli aperitivi più noti e apprezzati ed è idealmente ambasciatrice gastronomica del Piceno nel mondo.</p>
<p><em>[La DOP Oliva Ascolana del Piceno è stata riconosciuta con Reg. CE n. 1855 del 14 novembre 2005]</em></p>
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		<title>Maccheroncini di Campofilone: la pasta all’uovo più ricca che c’è</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 09:48:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa pasta all’uovo di antica tradizione prende il nome dall’omonima cittadina del fermano dove si dice che sia nata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa pasta all’uovo di antica tradizione prende il nome dall’omonima cittadina del fermano dove si dice che sia nata: ancora oggi i mastri pastai la ripropongono secondo l’antica ricetta che si caratterizza per il gran numero di uova impiegate nella sua realizzazione e che fanno del maccheroncino (una sorta di sottile tagliatella, dal sapore inconfondibile che crea subito la magia dei giorni di festa) un’eccellenza gastronomica conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. La differenza che caratterizza i Maccheroncini di Campofilone da tutte le altre paste all’uovo è che la farina deve essere impastata soltanto con uova, nella proporzione di 10 uova per kg di farina e senza aggiunta di acqua. Se si considera che  tutte le operazioni devono essere eseguite a mano, si capisce bene come la lavorazione richieda grande forza e abilità ma il risultato è quello di una pasta di un giallo brillante inconfondibile e con un sapore intenso e inimitabile che bene si accompagna al ragù preparato con le rigaglie di pollo tipico dell’eredità contadina dei giorni di festa. Il paesino medievale di Campofilone, terra natale dei Maccheroncini, dedica a questa pasta addirittura una sagra: tradizionalmente, il primo fine settimana di agosto, i principali mastri pastai si riuniscono in questo evento per ribadire la genuinità del prodotto e per far riscoprire a tutti i partecipanti la bellezza della convivialità e dello stare insieme attorno ai sapori “come quelli di una volta”.</p>
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